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Sorrentino ha invece incontrato Veronica Lario nel , in due colazioni avvenute a giugno e luglio tra Roma e Milano. Aveva già letto il libro di lei, "Tendenza Veronica", e aveva voluto sapere di come avesse maturato la scelta di smettere di recitare. Circa un anno dopo, in un'intervista concessa da Veronica Lario a Il Messaggero, la donna si dice piuttosto sorpresa di aver letto articoli che parlano di una sceneggiatura concentrata sulla seconda metà degli anni Del resto il teaser trailer pubblicato in rete in questi giorni conferma piuttosto chiaramente, con l'immagine di una Veronica Lario disperata a terra, come rinchiusa in una gabbia di vetro, che si tratterà al massimo della fine di un amore e non certo dei suoi giorni più felici.

A interpretarla sarà Elena Sofia Ricci, scelta che fa piacere alla reale Veronica, mentre nei panni di Berlusconi ci sarà l'immancabile Toni Servillo, che è già stato protagonista per Sorrentino di La grande bellezza, Le conseguenze dell'amore, L'uomo in più e soprattutto Il divo, dove aveva incarnato un'altra figura cruciale della politica italiana: Nel cast, dove ci sarà anche un cane nei panni di Dudù, avranno un ruolo ancora ignoto Fabrizio Bentivoglio e Roberto Herlitzka, mentre è già certo chi interpreteranno Ricky Memphis e Riccardo Scamarcio: Scamarcio è finora l'unico degli attori ad aver parlato con la stampa e ha speso parole di elogio per il regista: E raccontando con entusiasmo l'esperienza sul set: Quando ho visto Toni Servillo truccato come Berlusconi ho fatto un salto sulla sedia, gli somiglia in modo impressionante.

Berlusconi era già stato al centro di Il caimano di Nanni Moretti , che a modo suo ne vestiva i panni nella scena finale, ma questa volta l'interpretazione sarà molto più mimetica: Sorrentino si è affidato a suoi collaboratori fidatissimi, come Paolo Contarello per la sceneggiatura, Luca Bigazzi per la fotografia, Cristiano Travaglioli per il montaggio e Lele Marchitelli per la colonna sonora.

Le riprese si sono svolte a Roma, tra il Colosseo, i Fori Imperiali e il Rione Monti, dove, su una terrazza, sembra sia stata girata la scena di una grande festa. Ci sono state infine polemiche quando la troupe ha visitato l'Aquila e Amatrice, ma del resto era importante che ci fossero luoghi come quelli, perché le promesse ai più sfortunati sono da sempre una caratteristica della comunicazione di Berlusconi, fin dall'alluvione del Tanaro del Al Festival di Cannes del , il regista disse: Perché sono italiano e voglio fare film sugli Italiani.

Mentre alcuni mesi dopo ha detto alla BBC: E in Italia molti misteri sono legati strettamente alla Chiesa, alla politica, alla mafia.

Sono andato a vedere questo film con una certa perplessità. L'argomento "Berlusconi " non mi entusiasma anzi mi annoia e quindi la scelta di Sorrentino non mi convinceva. Poi il film è iniziato e scena dopo scena ha attirato la mia attenzione sempre di più e non solo per il lato estetico.

Sarà stata l'assenza , per circa un'ora di lui, ma il perchè [ Sorrentino come sempre stilisticamente perfetto, dopo le ultime pellicole con evidenti piattezze nella sceneggiatura, questa volta alza il tiro e regala una pellicola satirica e divertente, aiutato molto da un soggetto che calza a pennello col trash e il grottesco che raffigura la pellicola. Il film, ha una sua chiave originale ,nel non raccontare la denuncia del personaggio; il suo lato oscuro [ Se dieci anni fa con Il Divo, Paolo Sorrentino ci ha dipinto, col suo stile pittoresco e stucchevole, ma allo stesso tempo realista e riuscito, gli ultimi anni della carriera politica del personaggio più controverso della Repubblica italiana, con questa pellicola ci fa immergere nel decadentismo berlusconiano.

Quello consumatosi nella seconda metà degli anni , fatto di festini a luci rosse con [ La rappresentazione di una decadenza culturale irreversibile di un Paese che affoga nella smania del particolarismo, nella totale strafottenza dell'altro, in preda a istinti brutali e a orge che non appagano mai.

Dopo tanta attesa, esce finalmente in questi giorni nelle sale cinematografiche il nuovo film del regista Paolo Sorrentino, "Loro 1".

Lo stile di Sorrentino è inconfondibile e si fa sempre apprezzare. Non si chiude un capitolo della storia, improvvisamente viene tagliata. Una volta aver realizzato la serie The Young Pope, Paolo Sorrentino ritorna a realizzare una nuova pellicola. Concentrandosi sul decadentismo del potere politico, come si è visto nel quarto film di Paolo Sorrentino Il Divo. Questa volta su uno dei politici più discussi, ovvero Silvio Berlusconi.

Dopo una lunga ed estenuante lavorazione, il regista con il cast e crew realizzano il film Loro, diviso [ Le attese erano tante. Taluni politici hanno denigrato il film a prescindere e prima di averlo visto.

Cinematograficamente su regge su un budget notevolissimo e un cast altrettanto di spicco. Su tutti ovviamente Servillo che si sbizzarrisce interpretando addirittura più personaggi.

Film libero e commediante, dove il guru televisivo oltre che la piccola storia di debacle i istrioni, sono spalmati da un incipit promiscuo, lungo e carnevalesco. Tra figlie e figli, gnocche e super bonazzi presunti il nostro giro è quello sorrentiano inizia in quel di Taranto [ Non é ancora un capolavoro, perché Manca la seconda parte che porterà a compimento un film che divideràCritica e spettatori tra coloro a cui piacerà molto e quelli a cui non piacerà affatto.

Sergio Morra è uno squallido faccendiere che spera di ottenere appalti in cambio di favori sessuali; nella sua Taranto, che ormai gli va stretta, trascorre le giornate tra politici ingordi, cocaina e feste, inviso dal padre onesto ed integerrimo. Sua moglie, egualmente cocainomane, lo supporta nei suoi affarucci, in un rapporto basato sulla reciproca -e consapevole- inaffidabilità. Pellicola inutile e falsa. Sorrentino regista legato alla sinistra che controlla praticamente tutto il cinema italiano che conta ci regala un film fasullo sulla vita di uno degli uomini oscuri e potenti d'Italia.

Il film è vuoto,non racconta nulla. Dove sono i rapporti di Silvio con la massoneria P2? Vi do io la risposta- [ Sono un estimatore di quasi tutti i film di Sorrentino, dove, a mio parere è presente una grande capacità di sorprendere e ispirare, spesso è proprio la pomposità, la riflessione sul senso, la casualità e l'esistenza ad averlo reso un artista nel cinema.

Loro 1 invece è stato deludente forse perché semplicemente non gli è riuscito, mi sembra [ Il film sarà costellato dalla visione allegorica di altri animali — un rinoceronte, [ La prima parte di "Loro" a sua volta è divisa in due sottoparti: Piuttosto deludente questo primo capitolo di "Loro". Sorrentino racconta con molta ironia sia satirica che grottesca ma anche con rispetto e molta stima la vita di Berlusconi, o meglio un periodo di essa, probabilmente quello più difficile, speculato, polemizzato e conosciuto della sua vita sia privata che politica e dunque pubblica.

Diviso in due parti, la seconda esce a poche settimane di distanza dalla prima, un film che ha fatto [ Il film Loro 1 di Paolo Sorrentino mi risulta clamorosamente noioso; non ho visto l'ora che finisse, sempre troppo lungo, e troppo prolisso.

Sarà bravo il regista a delineare un potere depravato, senza mete apprezzabili o motivazioni [ Sorrentino fa un film su un uomo di potere che sa di essere detentore dello stesso e pretende intorno alla sua figura si crei una sorta di sacralità degna di devozione. A Sorrentino o a Berlusconi? Come il potere ha logorato Silvio sembra abbia logorato anche qualcun altro.

Dopo ogni suo film esco scontento. Stilisticamente ottimo, musiche ottime, fotografia ottima, scelta degli attori ottima devo dire anche Scamarcio evidentemente a suo agio in questo ruolo Il film ha solo scheletro, mai cuore. E' sempre alla ricerca dell'Oscar per la grande bellezza o per lo [ Lui, l'innominato innominabile, la brutta copia dell'italiano medio o la copia a cui l'italiano medio si è sempre ispirato non ci smuove più di tanto. Un film banale, che non ha nemmeno quella bellezza estetica che generalmente hanno gli altri film di Sorrentino.

Tratta la storia di Berlusconi in modo assolutamente superficiale e non si capisce, davvero, cosa voglia raccontare. Ormai Sorrentino sembra sempre più la caricatura di se stesso. Il regista sentiva il bisogno di un film del genere? Secondo me no, nemmeno lui. Questo 1 capitolo è una preparazione a quello che accadrà nella parte 2, o almeno credo. Qui il vero protagonista è l'attore Riccardo Scamarcio, che da puro arrampicatore sociale vuole raggiungere l'Olimpo italiano, si costruisce una squadra di squillo che festino dopo festino raggiunge esponenti sempre più importanti dell'alta società romana, con il solo abiettivo di arrivare a "LUI".

Non è difficile comprendere perché Paolo Sorrentino abbia trovato interesse cinematografico in una figura pubblica ingombrante ma ormai in declino, nonostante al pubblico probabilmente non mancasse per nulla una versione del Cavaliere su grande schermo: Mezzo film, mezzi pensieri, molto negativi, molto tristi.

Una figura politica che ha cambiato l'Italia, presentata nella sua infantile e inutile solitudine. Inaccessibile a tanti e vittima di pochi, anzi, poche persone. Sorrentino è riuscito a parlare di Lui, mostrando ombre al posto di personaggi, squallide figure che a fatica respirano e danno segni di vita cerebrale. Ci si aspettava di più, dal genio Sorrentino, capace di raccontare personaggi dissoluti come Titta di Girolamo, apatico commercialista confinato in Svizzera o Andreotti ne il Divo, per poi passare all' ultimo The Young Pope, il Papa giovane.

La solita tecnica elegante , questa volta ricalcando La grande Bellezza è un susseguirsi di spettacolini più o meno interessanti, balli [ Regia sempre potente, per carità, fotografia e alcune immagini bellissime, con attori bravi bentivoglio a parte in questo caso, che spesso cade nella macchietta a mio parere ma non basta a distrarre dall'uso smodato, inutile e irritante di simboli che sembrano solo una masturbazione mentale del regista.

Speravo in un racconto più concreto sugli inizi del Berlusconi che "ha fatto tutto da solo", ma [ Dai, perché avventurarsi in un giudizi tecnico-estetici quando si è cresciuti alla corte delle chiacchiere senza distintivo?

Immagino la faccia del povero Luca Bigazzi quando leggerà della sua titanica fatica a suggerire il chiaroscuro "morale", corpi e volumi degni della pittura fiamminga in contrapposizione, certo, al tutto lucente televisivo , ridotta a un "volutame [ Film decisamente deludente, piatto, senza idee. Film dove si ritrova tutta lo stile narrativo geniale di Paolo Sorrentino. Il film affronta con distacco quasi cronicistico un periodo storico afflitto dal berlusconismo più che dalla macchietta Berlusconi.

Tutto è avvenuto come ce lo eravamo immaginato "Loro" soprattutto "Lui" sono spregevoli grotteschi e fecadenti, ma tutti vogliono essere o meglio avere come "Loro".

Chi ci salverà dal Loro anzi da noi stessi? La parabola di Sorrentino devo dire che continua, ma in senso discendente. E' uscito il film che tutti si aspettavano: In questo film ci sono tutti i punti deboli di Sorrentino che in parte già si erano intravisti nei suoi altri lavori "La grande bellezza"; "Il Divo". Ecco spiegato anche il motivo per cui non va al Festival di Cannes. Risulta arduo dare un giudizio su un'opera incompleta, è più giusto esprimersi dopo aver visto il 2.

Posso parlare delle sensazioni suscitate da questo primo capitolo e non sono sicuramente all'altezza di quelle dovute agli altri lavori del genio napoletano.

La grottesca scena iniziale mi è sembrata un po' troppo forzata e anche realizzata maluccio, per il resto si intuisce la chiave di lettura che [ Ho sempre amato Sorrentino,ma in questo film ha proprio toppato. Ho adorato Servillo in tutti i suoi film. Questo è stato un flop totale. Un susseguirsi di tette e sederi. L'ho trovato noioso e ripetitivo. Mi è sembrata una trovata molto bassa per battere cassa.. Buono, il film LORO1 l'ambizione per il potere e il denaro, la spregiudicatezza, i vizi, ben rappresentati.

Molto meno buono, LORO2 noiosa presenza dei fatti del cavaliere emersi dalle indagini, vuoto. Una bella idea iniziale, anche se trascinata perché farne 2 film? Quando entra in scena l'attore napoletano si raggiunge il ridicolo. Tony è un carattere austero, che si compiace di esserlo, l'opposto della esuberanza senza pensieri dei vincenti. E poi c'è retro terra delle origini, non basta mettere un po'di accento milanese mal fatto Non poteva prender Renato Pozzetto?

Come al solito in Italia si [ Si direbbe una specie di simil film. Caro Sorrentino , le scrivo dopo aver visto solo il primo atto di Loro guarda la video recensione , ma tanto mi è bastato, per una considerazione che in sintesi potrebbe essere "il dovere di un artista". Ma da cineasta lei la privilegia troppo. Quel talento non basta per i contenuti.

Ne era consapevole un Fellini che lei conosce molto, molto bene, che si affidava a scrittori veri, come ho detto più volte. Gente come Guerra e Flaiano: Ma ne sono uscite opere d'arte, non solo film.

A lei mancano la qualità e la profondità che non appartengono alla disciplina cinema, ma a quell'arte nobile che è la letteratura. Si affidi a penne sicure, non solo "cinematografiche".

Lei ha vinto un Oscar che è Tornando al "dovere dell'artista" dell'inizio.

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Il film è vuoto,non racconta nulla. Dove sono i rapporti di Silvio con la massoneria P2? Vi do io la risposta- [ Sono un estimatore di quasi tutti i film di Sorrentino, dove, a mio parere è presente una grande capacità di sorprendere e ispirare, spesso è proprio la pomposità, la riflessione sul senso, la casualità e l'esistenza ad averlo reso un artista nel cinema.

Loro 1 invece è stato deludente forse perché semplicemente non gli è riuscito, mi sembra [ Il film sarà costellato dalla visione allegorica di altri animali — un rinoceronte, [ La prima parte di "Loro" a sua volta è divisa in due sottoparti: Piuttosto deludente questo primo capitolo di "Loro". Sorrentino racconta con molta ironia sia satirica che grottesca ma anche con rispetto e molta stima la vita di Berlusconi, o meglio un periodo di essa, probabilmente quello più difficile, speculato, polemizzato e conosciuto della sua vita sia privata che politica e dunque pubblica.

Diviso in due parti, la seconda esce a poche settimane di distanza dalla prima, un film che ha fatto [ Il film Loro 1 di Paolo Sorrentino mi risulta clamorosamente noioso; non ho visto l'ora che finisse, sempre troppo lungo, e troppo prolisso.

Sarà bravo il regista a delineare un potere depravato, senza mete apprezzabili o motivazioni [ Sorrentino fa un film su un uomo di potere che sa di essere detentore dello stesso e pretende intorno alla sua figura si crei una sorta di sacralità degna di devozione. A Sorrentino o a Berlusconi? Come il potere ha logorato Silvio sembra abbia logorato anche qualcun altro. Dopo ogni suo film esco scontento.

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Tratta la storia di Berlusconi in modo assolutamente superficiale e non si capisce, davvero, cosa voglia raccontare. Ormai Sorrentino sembra sempre più la caricatura di se stesso. Il regista sentiva il bisogno di un film del genere? Secondo me no, nemmeno lui. Questo 1 capitolo è una preparazione a quello che accadrà nella parte 2, o almeno credo. Qui il vero protagonista è l'attore Riccardo Scamarcio, che da puro arrampicatore sociale vuole raggiungere l'Olimpo italiano, si costruisce una squadra di squillo che festino dopo festino raggiunge esponenti sempre più importanti dell'alta società romana, con il solo abiettivo di arrivare a "LUI".

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La grottesca scena iniziale mi è sembrata un po' troppo forzata e anche realizzata maluccio, per il resto si intuisce la chiave di lettura che [ Ho sempre amato Sorrentino,ma in questo film ha proprio toppato.

Ho adorato Servillo in tutti i suoi film. Questo è stato un flop totale. Un susseguirsi di tette e sederi. L'ho trovato noioso e ripetitivo.

Mi è sembrata una trovata molto bassa per battere cassa.. Buono, il film LORO1 l'ambizione per il potere e il denaro, la spregiudicatezza, i vizi, ben rappresentati.

Molto meno buono, LORO2 noiosa presenza dei fatti del cavaliere emersi dalle indagini, vuoto. Una bella idea iniziale, anche se trascinata perché farne 2 film? Quando entra in scena l'attore napoletano si raggiunge il ridicolo. Tony è un carattere austero, che si compiace di esserlo, l'opposto della esuberanza senza pensieri dei vincenti.

E poi c'è retro terra delle origini, non basta mettere un po'di accento milanese mal fatto Non poteva prender Renato Pozzetto? Come al solito in Italia si [ Si direbbe una specie di simil film. Caro Sorrentino , le scrivo dopo aver visto solo il primo atto di Loro guarda la video recensione , ma tanto mi è bastato, per una considerazione che in sintesi potrebbe essere "il dovere di un artista". Ma da cineasta lei la privilegia troppo.

Quel talento non basta per i contenuti. Ne era consapevole un Fellini che lei conosce molto, molto bene, che si affidava a scrittori veri, come ho detto più volte. Gente come Guerra e Flaiano: Ma ne sono uscite opere d'arte, non solo film. A lei mancano la qualità e la profondità che non appartengono alla disciplina cinema, ma a quell'arte nobile che è la letteratura. Si affidi a penne sicure, non solo "cinematografiche".

Lei ha vinto un Oscar che è Tornando al "dovere dell'artista" dell'inizio. Si lega a un concetto superato, fuori moda, quasi ridicolo, che sarebbe il concetto "morale". Tanto superato che lo devo trattare come un neologismo. Cosa racconta il suo atto primo: Il re sole ti accoglierà a Versailles, avrai successo d'alto bordo, sarai ricca e felice.

Un flash a campione: La laureata avrebbe tutti i motivi per porsi delle domande. E anche tutti noi. E anche lei, l'artista, dovrebbe porsele. Un giorno dovremo deciderci a ragionare sulle epifanie di Paolo Sorrentino. Si tratta della dimensione più lacerante del suo cinema, quella destinata - in passato come in futuro - a dividere nettamente gli schieramenti dei sostenitori e dei detrattori.

L'impressione è che Sorrentino trascini nei suoi film, oltre all'evidente vocabolario felliniano e autoriale, anche il catalogo di un immaginario popolare molto meno elitario di quanto si creda. Il modello è quello della Smorfia napoletana, dove l'intera attività onirica viene classificata secondo precise equivalenze nella vita reale, dando vita a un dizionario di corrispondenze tra allegoria e letteralità che nutre il folclore campano e non solo.

Cercando dunque di invertire il cannocchiale, e dunque di spostare l'ingombrante stile sorrentiano dall'autorialità ermetica al cinema schiettamente popolare, forse si spiega qualcosa dell'ottimo rapporto con il pubblico che il regista ha sviluppato negli anni, decisamente più solido e soddisfacente di quello di tanti altri colleghi che praticano una produzione esclusiva.

Un mascalzone del Sud, avvelenato dalla cupidigia, capace di nuotare con destrezza in un mare di ricatti, soprusi e imbrogli, debole con i forti e forte con i deboli. Un poveraccio, ma anche uno sfruttatore spregevole, pronto a vendere qualunque cosa in cambio del suo sogno di grandezza. In un certo senso, Loro I è il contrario del Divo. L'intuizione di quel film era di mettere, intorno alla figura immobile di Andreotti, imperscrutabile, rappresentante di un potere tutto novecentesco, un mondo impazzito, assecondato con uno sguardo pop e scatenato.

Ma l'immagine di Berlusconi è già pop di suo, e Sorrentino ha deciso allora di prendere ulteriormente contropelo il suo personaggio.

Il titolo punta sul ruolo decisivo della corte a determinare il sovrano, il sottobosco di escort e politicanti ad alimentare il 'papi" gaudioso, l'ambizione di potere a reggere il potente, infine una sotto cultura a sostenerne l'artefice. Pecore, rinoceronti, pantegane e altri animali era andata bene con i fenicotteri e la giraffa in "La grande bellezza", premiati con l'Oscar, perché non riprovare?

Procacciatori di fanciulle con vasto campionario -"vuoi la ex ginnasta che esibisce la merce facendo la spaccata? C'è una scena in cui vediamo Veronica Lario muovere dei burattini. Sono gli attori di un teatrino allestito nella villa che lei e il marito Silvio Berlusconi condividevano in Sardegna. Ormai in rottura con il marito, Veronica cerca d'intrattenere cosi i nipotini, per tenerli lontani dalla tv spazzatura del nonno.

Il cinema di Paolo Sorrentino somiglia sempre di più a un teatro dei burattini. All'inizio c'è una pecorella stregata dai quiz di un simil Mike Bongiorno Ugo Pagliai e stecchita dalla pubblicità del salame. Bisognerà attendere il 10 maggio per valutare il film di Sorrentino nel suo insieme.

Per un'ora, più che Loro 1 sembra di vedere esteticamente La grande bellezza 2, nel racconto riuscito di quel sottobosco che cerca di emergere agganciandosi, con ogni mezzo, al potente di turno.

Poi entra in scena Servillo che riduce il suo Berlusconi, con inflessione quasi veneta? Nastri 'grandi firme' con una decina di registi in primo piano e una sfida 'a sette' per regia e commedie.

In pole position per il miglior film: Loro 1 guarda la video recensione e 2 guarda la video recensione di Paolo Sorrentino, Dogman guarda [ Infinity War guarda la video recensione è da ieri il secondo miglior incasso di stagione, con 15,4 milioni di euro raccolti in appena due settimane.

Una marcia trionfale per il film Marvel che ieri ha messo a segno una domenica da quasi mila [ Infinity War guarda la video recensione incassa altri 2 milioni di euro nella giornata di ieri da quando è uscito in Italia non è mai andato sotto al milione di euro giornaliero e raggiunge, a tempo di record, i 9 milioni complessivi. Tre film su dieci della top riescono a superare i mila euro d'incasso nella giornata di ieri. Loro 1 apre in testa con mila euro un dato positivo, considerando che si trattava sostanzialmente di un giorno lavorativo.

La decadenza del regno di Silvio Berlusconi e soprattutto della sua corte. Scritto e diretto da Paolo Sorrentino, Loro è il nuovo film del regista Premio Oscar incentrato sulla figura di Silvio Berlusconi e la sua corte.

Le immagini di questo primo trailer teaser , chiariscono fin da subito il taglio dell'autore sul [ Variety, dalla Mostra del cinema di Venezia, ha appena lanciato un'esclusiva sul nuovo lavoro, che avrà al centro la figura di Silvio Berlusconi. Film al cinema Prossimamente Film uscita Eventi al cinema. Musei Capitolini - Oggi parliamo di… aprile — giugno è il penultimo percorso di una programmazione che si conclude con Il Campidoglio da riscoprire in programma a Ottobre Sala Pietro da Cortona Il tesoro di antichità: Sala Pietro da Cortona Musei Capitolini: Sala del Treno Raccontando i restauri.

La seconda vita di alcune opere della Centrale Montemartini a cura di Barbara Nobiloni Sala Pietro da Cortona Come si organizza una mostra: Sala Pietro da Cortona La zingara, la santa e la sposa: Conferenza gratuita previa prenotazione al call center La partecipazione agli incontri non da diritto alla visita del museo, per la quale è necessario acquistare il biglietto d'ingresso al Museo.

Mix - Incontriamoci al Museo. I convegni sono a cura del personale della Sovrintendenza Capitolina Si partecipa gratuitamente previa prenotazione al call center Informations Lieu Musei Capitolini. Billet d'entrée Conferenza gratuita previa prenotazione al call center La partecipazione agli incontri non da diritto alla visita del museo, per la quale è necessario acquistare il biglietto d'ingresso al Museo Biglietti Musei Capitolini Biglietti Centrale Montemartini.

Informations Informazioni e prenotazione obbligatoria allo tutti i giorni ore 9. Comunicato stampa Mix - Incontriamoci al Museo "Oggi parliamo di En programme En archive In archivio.

La zingara, la santa e la sposa: Musei Capitolini - Sala Pietro da Cortona. Roma ai tempi di Pio IX. Centrale Montemartini - Sala del Treno. Come si organizza una mostra: La seconda vita di alcune opere della Centrale Montemartini. Le origini di Roma nelle collezioni capitoline. Benedetto XIV e Canova:

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